santa Barbara in Agro
    Orari

    Sante Messe:
  • Festivi - ore 10.30
  • Sabato, S. Messa ore 17.00
  • Feriali: Mercoledi ore 18.00 a seguire Adorazione del SS.mo Sacramento
  • S. Natale, 1 Gennaio e S. Pasqua ore 11.00
    Catechesi:
  • Giovedý - ore 18.30
    Preghiera per i malati:
  • Ultimo martedi del mese - ore 19.00







Riflessioni sulla II DOMENICA DI QUARESIMA



a cura di don Fabrizio Borrello

-->scarica il PDF - II DOMENICA DI QUARESIMA 2015.pdf<---

La seconda tappa del cammino quaresimale, ogni anno, chiede di confrontarci con l'esperienza della Trasfigurazione del Signore.
Se nel cammino della fede Ŕ imprescindibile il primo passo a cui la liturgia di domenica scorsa ci ha portato, ossia saper fare "deserto" nella propria vita sull'esempio e con Ges¨, altrettanto importante Ŕ questo ulteriore passaggio: saper "trasfigurare" il nostro presente, la nostra vita per sapervi scorgere la presenza straordinaria e illuminante di Dio.

Deserto, interioritÓ e ascolto, le tre fondamentali dimensioni della quaresima sono necessarie proprio per imparare a riconoscere la presenza di Ges¨ dentro le pieghe della vita quotidiana. Come il deserto a cui "lo Spirito" ci conduce, anche la capacitÓ di trasfigurare pertanto Ŕ un dono che ci viene fatto da Dio.

╚ necessario pertanto metterci nei panni di Pietro, Giacomo e Giovanni e seguire i passi che vengono loro indicati da Ges¨.
  • Innanzitutto Ŕ fondamentale lasciarsi "prendere da Ges¨ con sÚ". Ci˛ ovviamente comporta non solo subire il fascino della personalitÓ del Maestro, ma investire tempo, risorse e spazi in quello che propone alla vita e alla storia. Un vero cristiano Ŕ preso emotivamente, spiritualmente da Cristo e fa di Lui una presenza significativa e concreta nella propria vita.
  • Il frequentare Ges¨, lo stare con Lui e il farne una presenza concreta portano a raggiungere il "monte alto", che nella Bibbia significa "il luogo della manifestazione di Dio". La quaresima ci ricorda che solo stando insieme a Ges¨ ci Ŕ consentito di vedere la presenza di Dio e salire alle sue altezze. La familiaritÓ con Ges¨ allora Ŕ familiaritÓ con Dio, convivere con Ges¨ vuol dire convivere con Dio e abituarsi a Ges¨ vuol dire abituarsi a Dio.
  • Solo lo "stare con Ges¨ e il camminare con Lui" quindi aprono al "miracolo" della trasfigurazione, che non Ŕ solo vedere in Lui e nella sua umanitÓ i segni gloriosi di Dio, ma imparare a trasfigurare la realtÓ di ogni giorno e gli eventi che in essa accadono, scorgendo in essi sempre e comunque la presenza del Dio amore.
Ma come Ŕ possibile "vedere" Dio "nelle nubi" del nostro presente?
Ancora una volta la risposta ci viene come "dono" dalla voce del Padre: "ascoltatelo".
Quasi come una "goccia cinese" l'invito all'ascolto Ŕ la costante che racchiude dentro di sÚ il segreto della fede.
╚ nell'ascolto che si realizza l'accoglienza del dono di Dio: nell'ascolto siamo "presi con Lui", nell'ascolto saliamo sul "monte alto" e, ancora, Ŕ l'ascolto ad aprirci alla visione di Dio e della sua gloria.