santa Barbara in Agro
ultimo aggiornamento: lunedì, 10 settembre 2019 - ore 23:25
    Orari

    Sante Messe:
  • Festivi - ore 10.30
  • Sabato, S. Messa ore 17.00
  • Feriali: Mercoledi ore 18.00 a seguire Adorazione del SS.mo Sacramento
  • S. Natale, 1 Gennaio e S. Pasqua ore 11.00
    Catechesi:
  • Giovedì - ore 18.30
    Preghiera per i malati:
  • Ultimo martedi del mese - ore 19.00







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La comunita' parrocchiale di Santa Barbara in Agro vuole ricordare a tutti che il "cantiere-chiesa" e' sempre aperto, ma altrettanto in costruzione e rinsaldati devono essere i vincoli che ci legano e che ci fanno crescere come cristiani. "Non amiamo a parole....ma con i fatti e nella verita'" (1Gv 3,18)
La parrocchia cambia numero di telefono

>>>>> il nuovo numero di telefono fisso è 0746-1799210<<<<<<

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DEL SS.mo CROCIFISSO 2019


Il Crocifisso della Beata Colomba da Rieti, che la nostra chiesa ha il privilegio di conservare, consente di dare alla solennità dell'Esaltazione della Santa Croce un rilievo maggiore.

Il triduo di preparazione poi la celebrazione domenicale del 15 settembre, con la processione nel pomeriggio, saranno per tutti noi una occasione privilegiata per meditare ed approfondire il Mistero del Crocifisso da cui scaturisce la nostra salvezza.

La fede cristiana, infatti, non guarda alla Croce come strumento di supplizio, ma contempla Colui che sulla croce mostra la grandezza dell'Amore, donando la sua vita. E' Gesù quindi ad essere il centro di quella festa, ma visto nel suo farsi dono. Così la croce diventa anche uno stimolo da cui non possiamo sfuggire.

Anche noi dobbiamo sentirci stimolati ad un Amore che si fa dono di sè. Dedicare dei giorni a questo mistero, innalzare la croce, contemplarla e portarla in processione allora deve significare un piccolo passo avanti nel nostro itinerario di discepoli che vogliono assomigliare al maestro e la somiglianza passa attraverso la sconvolgente icona di un morto per amore.

L'invito a partecipare diventa l'invito ad arricchire la nostra fede anche dello straordinario messaggio di amore che la Beata Colomba ha saputo leggere in quel crocifisso da lei tanto amato e trasmesso a noi.
Don Fabrizio e la Comunità

FESTA DI SANTA BARBARA: 19 maggio - 2 giugno 2019

NUMERI ESTRATTI LOTTERIA DI BENEFICENZA

Di seguito i numeri vincenti estratti il 2 giugno 2019:

 1° PREMIO: N. 2034 (Buono spesa del valore di 2.000 euro)
 2° PREMIO: N. 0065 (Bici elettrica)
 3° PREMIO: N. 1877 (Asciugatrice)
 4° PREMIO: N. 1904 (Televisore)
 5° PREMIO: N. 2164 (Filo di perle)
 6° PREMIO: N. 2488 (Decespugliatore)
 7° PREMIO: N. 2218 (PlayStation)
 8° PREMIO: N. 2312 (Barbecue)
 9° PREMIO: N. 2398 (Cena per 4 persone presso il ristorante "Apicius")
10° PREMIO: N. 1184 (Poltrona Ikea)

I premi saranno a disposizione per 90 giorni dall'estrazione. Per ulteriori informazioni chiamare in parrocchia al numero 0746/1799210


PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI
(clicca sull'immagine per ingrandire il programma)



Estrazione lotteria di beneficenza:

2 giugno 2019 - ore 23.00






















QUARESIMA 2019


IMPEGNI COMUNITARI

Ogni Mercoledì
- ore 18.00 SANTA MESSA
- A seguire riflessione e condivisione sul Vangelo della domenica

Ogni Venerdì
- Ore 19,00 - Lettura e riflessione sulle letture della veglia pasquale

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Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2019

Cari fratelli e sorelle, ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché […] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1).
In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8,24).

Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato.
San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19). In tale prospettiva vorrei offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima.

1. La redenzione del creato

La celebrazione del Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, culmine dell’anno liturgico, ci chiama ogni volta a vivere un itinerario di preparazione, consapevoli che il nostro diventare conformi a Cristo (cfr Rm 8,29) è un dono inestimabile della misericordia di Dio.

Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo (cfr Rm 8,14) e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione.

Per questo il creato – dice san Paolo – ha come un desiderio intensissimo che si manifestino i figli di Dio, che cioè quanti godono della grazia del mistero pasquale di Gesù ne vivano pienamente i frutti, destinati a raggiungere la loro compiuta maturazione nella redenzione dello stesso corpo umano.

Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi (cfr Enc. Laudato si’, 87). Ma in questo mondo l’armonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte.

2. La forza distruttiva del peccato

Infatti, quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature – ma anche verso noi stessi – ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento.
L’intemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare, seguendo quei desideri incontrollati che nel libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi, ovvero a coloro che non hanno Dio come punto di riferimento delle loro azioni, né una speranza per il futuro (cfr 2,1-11). Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l’orizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica del tutto e subito, dell’avere sempre di più finisce per imporsi.

La causa di ogni male, lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo. Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfr Gen 3,17-18). Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri. Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo (cfr Mc 7,20-23) – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato.

3. La forza risanatrice del pentimento e del perdono

Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2 Cor 5,17).
Infatti, con la loro manifestazione anche il creato stesso può “fare pasqua”: aprirsi ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1). E il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.

Questa “impazienza”, questa attesa del creato troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo “travaglio” che è la conversione.
Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi, a uscire «dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21).
La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione.

Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.

Cari fratelli e sorelle, la “quaresima” del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfr Mc 1,12-13; Is 51,3). La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

Dal Vaticano, 4 ottobre 2018,

Festa di San Francesco d’Assisi

+FRANCESCO